Sport - Art. 96 DPCM n. 18/2020 ed uso improprio dei rimborsi

L’art. 96 del DPCM n. 18/2020 è intervenuto sul tema dei rimborsi di cui all’art. 67, comma 1, lett. m) del Tuir, prevedendo una indennità di mancata corresponsione. A tale decisione lo scrivente ha tentato di opporsi inviando il parere che segue alle personalità cui gli è stato possibile giungere, tanto sulla linea sportiva che politica.

Premessa

A salvaguardia della natura di “rimborso” e non di “reddito diverso”, il Coni accogliendo le istanze della base si è fatto promotore di un’aspra campagna contro la finanziaria 2018 che su questo tema aveva aperto un fronte di incertezza tale che avrebbe potuto obbligare Asd e Ssd all’apertura di libri paga e matricola; tali resistenze hanno portato alla abrogazione dei commi 358 e 359, escludendo definitivamente che iI rimborso di che trattasi potesse essere confuso coi “redditi diversi” e conseguenti obblighi giuslavoristici in capo a soggetti che nella fattispecie sono sostituti d’imposta ma non organizzati come veri e propri datori di lavoro.

Natura dei rimborsi forfetari

Come noto, peraltro, il rimborso è per sua natura corrispondibile solo ai collaboratori sportivi che svolgano mansioni individuate dal Coni fino a quella di collabaroratore amministrativo gestionale, purchè essa non sia resa in maniera professionale, né si tratti di abituale attività del percepente.

Si tratta - si passi la semplificazione - di “un di più” che va a ristorare le spese o l’impegno del tesserato o collaboratore volontario già provvisto delle sue coperture previdenziali ed assistenziali.

Diversamente il rimborso non potrebbe essere erogato raffigurandosi invece l’esercizio di “abituale attività” per regolare la quale, nel rispetto dei diritti del lavoratore, si dovrebbe fare ricorso ad un più appropriato contratto di lavoro.

Valutazioni

Prevedere una indennità per la mancata corresponsione di un rimborso che verrebbe meno a causa della forzata chiusura delle attività sportive, a parere dello scrivente:

- riconduce il rimborso stesso nell’ambito dei “redditi diversi”;

- trattarlo come unica fonte di reddito da indennizzare, raffigura di per sé stesso una “abituale attività” per compensare la quale non si sarebbe dovuto fare ricorso agli strumenti di cui all’art. 67, comma 1, lett. m) del Tuir (comportamento sanzionabile tanto dal Ministero del Lavoro che delle Finanze);

- qualora l’amministrazione finanziaria in una prossima Legge di bilancio tornasse a trattare tali rimborsi come “redditi diversi”, non ci sarebbero più argomenti a sostegno della loro peculiarità, motivo per il quale oggi, invece, non concorrono alla formazione del reddito;

- laddove il comma 1, art. 96, del DPCM n. 18/2020 limita l’indennità a rapporti in essere prima del 23/02/2020, ad evitare abusi, sarebbe stato opportuno comprovare l’esitenza del rapporto con la Certificazione Unica presentata per i rimborsi percepiti nel 2019, eventualmante parametrando l’indennità alla somme effettivamente dichiarate nell’anno precedente.

Conclusioni

Tutto ciò è rimasto lettera morta ed anzi nelle istruzioni per l’ottenimento del bonus in parola viene precisato, tra l’altro, che esso è erogabile proprio a chi “non avesse percepito altro reddito nel mese di Marzo 2020”, come a dire: proprio a chi in associazione stava svolgendo la sua principale attività.

Il tutto, infine, è avvenuto con tanto di gran cassa da parte di presidenti federali ed Enti di promozione sportiva, che nel farsi paladini del rimborso però, ad avviso dello scrivente, dichiarano anche di essere consapevoli che le Associazioni a loro stessi affiliate fanno generalmente un distorto ricorso ai rimborsi di cui all’art. 67 lett. m) del Tuir, con ciò favorendo comportamenti illegali in materia di lavoro.

In un momento come questo, era proprio il mondo dello sport a dover sottrarre ed in questo modo, risorse tanto preziose al Paese?

Giancarlo Andolfatto, 7 aprile 2020

L'uso dei social ed il piacere dell'attesa per rapporti duraturi

Ad inizio crisi consideravamo che la limitazione dei contatti interpersonali indotta dal Covid19 avrebbe aumentato ed amplificato le comunicazioni sui social.

Non serviva essere dei grandi esperti della materia per intuirlo e, infatti, così è capitato: di questi tempi i profitti sono garantiti proprio a chi ha fatto della comunicazione il suo mestiere.

Che si tratti di radio, televisioni, strumenti “social” il traffico è talmente aumentato da avere talvolta reso necessarie raccomandazioni per limitare l’invio di video ed allegati per non far collassare le reti.

Ancora, di questi tempi in cui tutto può essere strumentale a tutto si poteva anche consigliare di investire sulle aziende di settore quali Microsoft, ad esempio, che tra le altre cose possiede anche Skype ovvero uno strumento al quale, come a tante altre applicazioni simili si deve oggi - e vi si ricorrerà sempre più in futuro – il mantenimento di tanti rapporti di lavoro e non solo dei contatti a distanza per motivi di affettività.

Questa circostanza ci obbligherà più di sempre all'uso dei "social" ma se non vogliamo che essi ci facciano fare il salto definitivo nella rarefazione dei rapporti interpersonali fino al punto di non ritorno, cominciamo a scoprirne il vero valore ed usiamoli per quello che sono: uno strumento, non un fine. 

Ad un tweet, un SMS, un messaggio in chat che finiscono nella nube dalla quale fatalmente riappariranno quando meno sarà opportuno, oggi si affidano l'inizio e la fine dei rapporti interpersonali soprattutto nell'età in cui essi andrebbero approfonditi con serietà ed una attenzione tese alla costruzione di quella rete che in età adulta sarà la chiave del successo (o dell'insuccesso) di una persona.

Mentre stendevamo le prime note, il presidente del Veneto da uno dei tanti link cui le chat ti rinviano, diceva:"Non avrei mai pensato di dover invitare le persone ad evitare o limitarsi nei rapporti sociali".

Non lo facciamo neanche noi che, invece, ricordiamo che lo strumento che avete in tasca è anche un telefono e col telefono ci si può parlare: chiaramente, più responsabilmente ed alimentando l'attesa del successivo incontro che sarà ricco di tutte le promesse sinceramente scambiate.

Questa è una cosa che un messaggio non potrà mai fare.

Non vi si dice di tornare alle lettere che magari le Poste - non più avvezze al loro "core business" - vi farebbero recapitare a Covid 2021 superata, ma si invita a pensare come maggior discrezione nella comunicazione non potrà che farci crescere più sicuri e confidenti nelle persone delle quali amiamo attorniarci; magari non per esibirle a complemento della nostra vacuità, ma come tassello di un solido nucleo per la società di domani. (G.A.)

Deriva e derive: quella economica e quelle politiche

Neanche "il Balbo" qui a fianco trova più parole per descrivere il senso di impotenza nel quale ormai si trovano molti Italiani.

Dall'altro lato il Governo prende atto che, nonostante la sua stretta sempre più decisa e motivata dall'aspetto sanitario della crisi in atto, i cittadini  - fatte le fisiologiche italiche eccezioni - sembrano un muro di gomma: assorbono tutto.

Ad avviso di chi scrive, i Governi dai Regionali al Nazionale, in ciò indotti dalla consapevolezza di avere nel tempo smantellato la "sanità di vicinato" che in momenti come questo avrebbe forse contribuito a fronteggiare il contagio con una azione più graduale e diffusa senza generare il panico che ci ha intimamente pervaso ed al quale orgogliosamente cerchiamo di non dare sfogo, devono mostrare i muscoli anche per nascondere questa loro colpa.

E così essi, messo il camice verde, hanno perso di vista l'aspetto economico della crisi che però non li tocca in quanto lautamente pagati e al di là dal pensare che essa potrà scalfire il loro tenore di vita cui "pantalone" contribuisce.

Lo stesso però non è per i loro "sudditi" che, se a forza di restrizioni non si arriverà ad una moderna e paciosa dittatura, se ne ricorderanno alle prossime elezioni. (G.A.)

"Italiani perbene" preparano l'alternativa - Aderisci tramite la "Contact page"

Racconteranno che adesso è più facile
che la giustizia si rafforzerà
che la ragione è servire il più forte
e un calcio in culo all'umanità....

Romba il potere che detta le regole
cade la voce della libertà
mentre sui conti dei lupi economici
non resta il sangue di chi pagherà

Italia d'oro frutto del lavoro cinta dall'alloro
trovati una scusa tu se lo puoi....

E torneranno a parlarci di lacrime

dei risultati della povertà....

Spero soltanto di stare tra gli uomini
che l'ignoranza non la spunterà
che smetteremo di essere complici
che cambieremo chi deciderà.

(Bertoli - Italia d'oro )