SPORT E AMICIZIA - Alessio per Denis con Sergio e Gabrio.

Alessio Berti, classe '67, organizzatore sportivo di Onara di Tombolo, provetto ciclista amatoriale, ha portato a termine una speciale impresa condotta  all'insegna dei valori spirituali. Questa volta Berti è partito dalla sua residenza di Onara di Tombolo - erano le 5 di domenica 14/6 - ed ha fatto la prima sosta alla Basilica di Sant'Antonio da Padova da dove ha continuato la sua corsa verso San Pio da Pietrelcina: Veneto - Puglia, 768 km in bici.
Sulla strada della stessa impresa Alessio Berti era stato fermato 27 anni fa venendo investito da un furgone sulle strade di Riccione. Con lui era anche l'amico Denis Toniolo scampato all'incidente ma mancato prematuramente nel 2009 ed oggi ricordato con immutato affetto da Berti. Quindi: prima tappa Onara-Riccione fino al punto dove Berti venne investito nel primo viaggio di 27 anni fa.
Raggiunto a Rimini da Sergio Antonacci di Colle Val d'Elsa (Siena) e Gabrio Spapperi di Caprese Michelangelo (Arezzo), il terzetto su bici d'epoca ha proseguito fino ad Ancona. Terza tappa Ancona-Giulianova (TE). Quarta tappa Giulianova-Termoli (CB) ed ultimo tratto da Termoli a San Giovanni Rotondo (FG) dove per i tre si è conclusa una cinque giorni davvero speciale e piena di significati. ( G.A. - 2020.06.23 - Nella foto: un momento del viaggio; da sx Alessio, Sergio e Gabrio)

SOCIETA' - Programma a costo praticamente zero per il rilancio dell'Italia

A. PER LE IMPRESE

 1. Abolizione IRAP - L’Istituto dell’IRAP, avvertito dalle aziende come un’imposta:

 - INIQUA ed inversamente proporzionale alla capacità di creare occupazione e reddito;

 - ESTORTA da un “socio” che la pretende da tutti, per foraggiare la costituzione di carrozzoni regionali e, solo in parte, ridistribuendola ai soliti pochi noti, deve essere abolito. Sarà cura delle Regioni, a partire dalla interruzione di ogni forma di collaborazione esterna comunque retribuita, attutire l’impatto della citata norma sui rispettivi bilanci.

Non ci sarà nessun nuovo costo per il bilancio dello Stato ma le Regioni saranno obbligate a maggiori economie.

 B. PER GLI ANZIANI

2. Pensioni minime 1.000 Euro. Da annoverare tra i poveri in Italia non dovrebbero esserci per primi i parvenus, ma gli ultra sessantacinquenni Italiani che godono di pensione minima. Il paradosso sta nel fatto che si tratta proprio di quella fascia di Italiani che ha ricostruito la Nazione nei dopoguerra, ce la hanno consegnata ancora nel boom dello sviluppo economico ma sono stati messi alla carità dall’introduzione dell’Euro. Garantire a queste persone una pensione minima di 1.000 Euro/mese compoterebbe un beneficio immediato per consumi interni ed a ciò potrebbero bastare tagli al Ministero della Difesa di uno 0,00…% che potrebbero facilmente essere ottenuti con l’adozione delle misure di cui al punto C.3 che segue.

C. PER LA SOCIETA’ E LA RISCOPERTA DELL’APPARTENENZA NAZIONALE

3. Rientro di tutti i militari dalle missioni estere (oggi abbiamo bisogno di loro in casa) con eccezione per le rappresentanze diplomatiche e l’utilizzo dei soli Carabinieri per attività di formazione alle unità di polizia. Il recupero del personale militare servirà a garantire quanto previsto dal punto C.4 che segue.

Le Economie connesse a questa misura andranno a favore del punto B.2.

4. Centri di raccolta migranti gestiti da Militari con compiti di ordine pubblico, nelle ex caserme, con l’aiuto del personale di protezione civile di cui al punto C.5 che segue. Maggior controllo anche dei fondi destinati alle attività di accoglienza, controllo e rimpatrio.

5. Protezione civile obbligatoria

Sarà noto ai più come dalla fine della leva obbligatoria, sia venuto a mancare sempre più il senso di appartenenza allo Stato e la consapevolezza – vuoi per sottrarsi all’obbligo, vuoi per fare l’esperienza del soldato - di essere parte utile alla comunità nazionale. Senza perdersi in valutazioni positive o negative sull’istituto della leva obbligatoria, dato che i tempi sono tali da rendere inimmaginabile pretendere che uno torni ad imbracciare obbligatoriamente lo schioppo per rivolgerlo contro chicchessia, si ritiene che l’istituzione, invece, di un servizio di protezione civile obbligatorio, sarebbe una innovazione tutt’altro che negativa, laddove si vogliano considerare i risvolti positivi della stessa obbligatorietà.  Da primo, ad evitare che tale istituto risulti per i giovani il peso che la leva stessa finì per diventare, tanto per chi si vedeva costretto ad interrompere gli studi, quanto per chi vedeva ritardato l’ingresso nel mondo del lavoro, la Protezione Civile si intende obbligatoria per i soli giovani che al compimento del 18° anno, non siano nello stato di studenti, né già di lavoratori ovvero inabili al lavoro.  Al servizio saranno chiamati tutti gli altri:

- senza distinzione di genere;

- per un part-time di 20 ore settimanali da svolgersi dal lunedì al venerdì dalle 08.00 alle 12.00;

- da effettuare in servizio presso: ospedali, case di riposo, municipi ed servizi municipali del Comune di appartenenza o viciniore, con mansione di operatore ausiliario;

- essendo a disposizione per eventuali esercitazioni protezione civile organizzate nei fine settimana a livello locale o interventi comandati dall’organizzazione nazionale in caso di pubbliche calamità o in ausilio ai centri accoglienza migranti insistenti sul proprio territorio;

- ottenendo, di contro, un sussidio mensile lordo di Euro 400,00 da erogarsi nella forma del voucher che già prevede le coperture previdenziali ed assistenziali di legge.

- Il servizio potrà essere svolto anche presso aziende private che si impegnino a considerarlo come periodo di praticantato finalizzato alla successiva assunzione a tempo indeterminato del giovane volontario.

 - Il servizio non potrà essere prestato presso associazioni o Enti senza scopo di lucro.

- Il servizio prestato presso Enti pubblici darà diritto all’iscrizione a graduatorie riservate nei concorsi indetti dagli Enti presso i quali si è prestata la propria opera.

- Il sussidio mensile sarà posto direttamente a carico dei bilanci degli Enti, Istituzioni ed Aziende che si avvalgono dell’opera del giovane obbligato.

- Le spese per vestiario ed equipaggiamento per esercitazioni e/o interventi di protezione civile saranno poste direttamente a carico della protezione civile nazionale per il tramite delle sezioni locali cui il giovane obbligato viene iscritto. 

Ai Comuni è devoluta la responsabilità sulle operazioni di verifica delle condizioni per l’obbligo e l’avvio al servizio, chiamata, assegnazione, segnalazione delle liste all’organo di protezione civile provinciale/locale, controllo dell’effettivo svolgimento, attestazione di fine servizio ed emissione del relativo attestato. Nessun costo per il bilancio dello Stato: la retribuzione all’obbligato di protezione civile sarà garantita dagli Enti beneficiari del loro servizio.

D. PER I GIOVANI ED IL LAVORO

6. Regime dei forfetari esteso a tutte le categorie di lavoro autonomo. Liberalizzare senza indugi un regime che non può che rilanciare l’occupazione a patto che:

- non preveda limiti temporali di permanenza nel regime:

- il volume d’affari per la permanenza nel regime sia equiparato al massimale INPS così come annualmente aggiornato ( 102.543 Euro nel 2019 );

-  fuori campo IVA;

- no studi di settore;

- no ritenuta d’acconto;

- rivalsa previdenziale pari ad 1/3 dell’aliquota dovuta all’Ente previdenziale di appartenenza;

- tassazione forfetaria sul fatturato eccedente gli 12.000 Euro/anno a titolo di imposta definitiva pari al 15% (5% primi 3 anni).

NB.: estensione no-tax area al limite di Euro 12.000/anno per tutti i tipi di reddito. Nessun aggravio per il bilancio dello Stato. Garanzia degli introiti previdenziali. Fuoruscita dal lavoro in nero per tanti tipi di collaborazione.

7. VOUCHER - L’incertezza conseguente l’emergenza sanitaria e le condizioni alle quali il Governo ha condotto l'economia nazionale, scoraggiano gli imprenditori, soprattutto piccoli e medi, dal procedere con assunzioni a tempo indeterminato. La situazione incoraggia piuttosto lo sviluppo del precariato e del lavoro nero.

Sarebbe opportuno superare la diffidenza verso l’imprenditore e consentire l'utilizzo generalizzato del Voucher dall'importo orario di Euro 10,00 al lordo di ritenute previdenziali ed assistenziali.

In capo al percepente, al superamento dei Euro 12.000,00/anno da chiunque commissionati, il Voucher sarà gravato da tassazione alla fonte del 15% a titolo di imposta definitiva.

Per il Committente, nessun limite nell’utilizzo del Voucher tanto in agricoltura, attività turistica, ricettiva, di spettacolo con possibilità di estendere il Voucher anche allo sport risolvendo cos' anche i problemi emersi nell'estendere bonus allo sport dilettantistico durante l'emergenza sanitaria.

 E. PER LA FAMIGLIA

8. Donne in pensione a domanda dopo 20 anni di lavoro, con trattamento pensionistico ragguagliato ai versamenti previdenziali effettuati. Pieno rispetto delle regole previdenziali cassate solo per mala gestione.

Romano d’Ezzelino, 20 giugno 2020

Giancarlo ANDOLFATTO

SOCIETA' - Il popolo? Se c'รจ, che batta un colpo.

Lo Stato così come lo conoscevamo e ci avevano insegnato a rispettare e difendere è da tempo altra cosa e cosa d’altri. Non c’è più un Popolo Italiano geloso custode dei suoi confini: c’è Europa che è già Eurasia.

Il concetto basato su di un territorio con le sue frontiere, un popolo con le sue tradizioni il suo esercito, le regole e la divisione dei poteri per auto governarsi, il diritto di battere moneta imposto ed accettato per via della credibilità e solvibilità riconosciuta a chi lo imponeva, sono effettivamente cose del secolo passato, dove con questa locuzione si vuole proprio significare idealmente una cosa lontana dacché da un secolo all’altro magari si passa, ma il lasso intero difficilmente si supera e quand’anche lo si superasse, si servirebbe a ben poco nel contesto di che trattasi.

La cessione di sovranità cominciata all’indomani della seconda guerra mondiale quando gli Stati Nazione hanno ritenuto che alleanze non solo militari li avrebbero preservati dalla barbarie in cui erano piombati, è continua ed ininterrotta.

I propositi ideali e pur alti, non tenevano conto che, come capitato con la divisione tra Stato e Chiesa, al progresso avrebbe fatto bene un sano controllo di ciascuno Stato sulla sua economia: senza sconti né allargare di abbracci.

Se ciò peraltro non si è intuito quando a rappresentare i popoli era gente di profonda cultura personale ed esperienza, figurarsi se mai lo può capire la classe dirigente che oggi ci governa ed è figlia dell’autodeterminazione pretesa dalle lotte sociali di fine anni ’60 e del diciotto politico, giusto per stare in tema di preparazione o del diritto al reddito di inclusione anche per iscritti irregolarmente alle liste di “pantalone” a fronte delle pensioni da fame di quanti si sono dannati per il benessere del quale ancora per poco potremo godere.

Poco a poco siamo passati dagli Statisti ai politici utili idioti al soldo della finanza pronta a sostenerne le ”Fondazioni” dalle quali arringarci, perché si sa: da che mondo è mondo, è chi meno sa fare che pretende di insegnare.

Impensabile che l’arricchimento continuasse a passare per la produzione di armamenti la cui iperbolica evoluzione altro non farebbe intravedere che l’auto distruzione, chi tira i fili dell’umanità si è dato alla genetica più o meno modificata, alla farmaceutica, al biologico, all’ecologico moltiplicando il profitto con i valori aggiunti dalle mode o trasformando quelle che sono necessità virtuali indotte da bombardamenti mediatici, in denaro sonante per una decina o, meglio, quelle:“otto persone – come ammonisce il rapporto Oxfam 2016 – che da sole posseggono la ricchezza della metà più povera del pianeta”.

Vero come è vero che il denaro non basta mai ora quella sporca decina si sta dando la patina del mecenatismo ma favorisce, come stiamo vedendo, esperimenti ancora farmaceutici o in campo finanziario e monetario.

Non bastandogli più il “Signoraggio”, privilegio scippato ai Governi con la complicità di quegli utili idioti di cui si diceva e che oggi riempiono i loro consigli di amministrazione, hanno lanciato le cripto valute senza che alcuno si strappasse le vesti e facendo leva dal basso e da pochi euro di credulità popolare: questa si vera perché i pochi euro erano altrettanto veri finché non sono diventati cripto e difficilmente esigibili come gli euro che figurano per veri nei nostri estratti conto bancari dove, appunto, figurano per veri perché tali non sarebbero nemmeno quelli se ci sognassimo di passare insieme, anche solo io e voi pochi che leggete, contemporaneamente all’incasso.

Vanno intanto per la maggiore gli imprenditori del niente dove con niente non intendo essere offensivo, ma solo rimarcare che i fattori della produzione delle piattaforme informatiche non sono pesanti come quelli dell’economia reale perché se lo fossero neppure esse si sarebbero librate tanto in alto sotto il peso degli oneri sociali connessi al tradizionale processo produttivo.

Della scaltrezza e del doppio taglio del potere informatico, peraltro, la politica ha fatto recentemente le spese alle conte elettorali più importanti mentre l’emergenza sanitaria scatenata ed artatamente alimentata proprio tramite i “social” ha concretizzato tirannie di orwelliana memoria.

Ma tante ancora ne dovremo vedere finché chi ci dovrebbe rappresentare pensa all’agio di parenti ed amici nel presente, piuttosto che a sollevare dal disagio attuale e futuro il suo popolo.

Come dargli torto però? E' il Popolo, appunto, che non c’è già più.

(Giancarlo Andolfatto - 2020.05.28 - Immagine da www.pixabay.com)

SAGGISTICA - "Il mondo che vorrei" di Roberto Centofanti

Roberto Centofanti, già Capo del 160° Corso "Patria e Dovere" dell'Accademia Militare di Modena, Ufficiale Italiano congedatosi anzitempo per divenire manager industriale di successo, anagraficamente oggi è anch'egli alla pensione e quindi "finalmente libero di dedicarsi alle sue passioni tra le quali la scrittura".

Ricco di esperienze imprenditoriali tanto quanto i suoi colleghi che hanno proseguito la vita militare ne hanno maturate nel mondo in divisa, oggi però egli può dire la sua potendo vantare un punto di vista formatosi alle più ferree regole del rispetto per l'uomo ma completate dalla conoscenza di cosa spinga, oltre agli ideali, l'uomo stesso.

Tali esperienze di formazione e lavoro non sono cosa da tutti; così ne nasce uno spunto che si colloca tra storia, filosofia, religione e politica contemporanee come un invito ad indagare l'irrequietezza dell'animo umano.  

"Ho conosciuto - dice Roberto Centofanti - sia in Patria sia all’Estero molte persone ed ovunque ho trovato le stesse sofferenze e le stesse gioie pur vissute in modo culturalmente diverso. Esse mi hanno insegnato che il mondo in realtà non è mai cambiato, ma perché? Non sono bastati i sacrifici compiuti dai nostri predecessori? Non sono state sufficienti le guerre combattute in ogni luogo, con i relativi milioni di morti? Le ingiustizie perpetrate, la mala politica, le sopraffazioni, non sono state abbastanza? Perché da millenni continuiamo a farci del male l’uno contro l’altro?"

(Giancarlo Andolfatto - 2020.05.25 - Nella foto: la bella copertina del saggio di Roberto Centofanti)